Nel cuore di Crispiano, dove le Murge si addolciscono in distese di ulivi secolari e pietra a vista, il Borgo San Simone si accende ogni anno per celebrare uno dei tesori più preziosi dell'orto pugliese: il pomodoro giallorosso. Non è una semplice sagra, ma un rito collettivo che intreccia memoria agricola, sapori di una volta e l'orgoglio di una comunità che custodisce semi e ricette come patrimonio vivo. Le viuzze del borgo si riempiono di profumi, voci e musica, trasformando la piazza in un palcoscenico di gusto.
Un Borgo che sa di Terra e Sole
Borgo San Simone conserva l'anima rurale di un tempo: case in pietra calcarea, portoni in legno massiccio, cortili dove ancora si asciugano i pomodori al sole. Qui il giallorosso—striato d'oro e rosso fuoco—è protagonista assoluto, declinato in tutte le sue forme. Lo trovi sott'olio in barattoli di vetro, arrostito con mollica e origano selvatico, impastato nella focaccia, o semplicemente affettato e condito con olio extravergine appena franto.
Ogni stand racconta una storia di famiglia, di nonni che tramandano ricette e di mani che ancora lavorano la terra. L'atmosfera è calda, conviviale, senza artifici: si mangia in piedi, si chiacchiera in dialetto, si brinda con il primitivo versato direttamente dalla damigiana.
La Festa che Diventa Rito
Con il calar del sole, quando la luce si fa dorata e la temperatura si addolcisce, la sagra entra nel vivo. Sul palco improvvisato salgono musicisti e gruppi di pizzica, le gonne ricamate delle danzatrici roteano al ritmo frenetico del tamburello. I bambini corrono tra i tavoli con le mani appiccicose di zucchero, le coppie si fermano davanti ai banchi del vino, gli anziani siedono all'ombra e commentano l'annata.
L'animazione è genuina, spontanea, mai costruita per i turisti. Qui si viene per partecipare, non per osservare da lontano: ti ritroverai a ballare, ad assaggiare, a scambiare due parole con chi coltiva quei pomodori da generazioni.
Cosa Assaggiare (e Portare a Casa)
Gli stand gastronomici sono il cuore pulsante della sagra. Arriva affamato e con la voglia di esplorare: ogni banco propone una diversa interpretazione del giallorosso, e le porzioni sono abbondanti.
- Bruschette con pomodoro grigliato su pane casereccio abbrustolito, profumate d'aglio e basilico
- Orecchiette fatte a mano condite con sugo di giallorosso, un filo d'olio crudo e una spolverata di cacioricotta
- Conserve artigianali da portare a casa: barattoli di passata, pomodori secchi, pesti e confetture
- Vini locali delle cantine di Crispiano e dintorni, spesso spillati dai produttori stessi
- Dolci della tradizione: paste di mandorla, cartellate al miele, mostaccioli speziati
Oltre il Borgo: Crispiano e Dintorni
Crispiano si trova in una posizione strategica tra la Valle d'Itria e il litorale ionico. A pochi chilometri a ovest, Alberobello ti accoglie con i suoi trulli da fiaba; a est, Taranto svela il suo centro storico su un'isola collegata da un ponte girevole. Il territorio circostante è punteggiato di masserie fortificate, molte delle quali oggi accolgono ospiti e producono olio, vino e formaggi.
Se partecipi alla sagra, arriva nel tardo pomeriggio: avrai tempo per passeggiare nel borgo prima che si affolli, e godrai della luce migliore per le foto. Porta contanti per gli stand (i pos sono rari) e una giacca leggera: la sera la brezza delle Murge può sorprendere.
